TERAPIA DI VIAGGIO BUDDISTA
R- Ho letto che hai viaggiato il mondo continuamente per più di un decennio, e che hai portato con te un grosso cane? Deve esser stata una gran esperienza!
EC- Sì, con Monster e ho raggiunto 31 paesi in 5 continenti quegli anni- quindi posso dire con confidenza che non solo sono lo psicologo che ha più viaggiato della storia, ma che oltre ogni ombra di dubbio, Monster è il caneche più ha viaggiato nella storia dei cani!
R- Puoi spiegare brevemente cos’è esattamente la Terapia di viaggio?
EC- Un viaggio nel tempo. Haha
R- Così la fai breve. Lasciami domandare diversamente. Cosa fai e,ciò che fai, per cosa si differenzia dagli altri psicologi?
EC- Insegno l’interpretazione dei sogni agli psicologi e raduno persone simili e assisto gente da tutto il mondo via internet. Che vengano da me soffrendo di depressione, o di agitazione, o che vogliano portare un cambiamento positivo nella loro vita etc. Quando ho viaggiato, ovunque io fossi, ho provato con la pelle e visto che la gente ha davvero problemi simili. Hanno cuori infranti. Sono arrabbiati. Non sanno cosa fare. Molte persone non stanno vivendo i loro sogni, ma stanno passando attraverso la vita come fosse una pozzanghera, ovviamente comunque verso ciò che li guida davvero. Il modello della mente di Freud è diventato senza alcun dubbio reale.
Immagino che sia la ragione per cui io abbia prontamente seguito il buddismo. Strappato dai suoi toni superbi, dice di base le stesse cose di una psicoanalisimoderna. Per esempio, la consapevolezza è stata un’idea centrale del buddismo. Secondo il buddismo devi guardare profondamente dentro te stesso ed essere consapevole delle tue emozioni etc. Bene, dopo 2500 anni, Freud ci ha dato finalmente un modello scientifico e uno strumento potente che possiamo usare, sotto forma di psicoanalisi, e più specificamente di interpretazione dei sogni e libera associazione. O per riavvolgere la storia, 100 anni fa, Sigmund Freud riscoprì le stesse verità che Buddha trovò molto tempo fa. Ma nel tempo di Buddha poteva essere solo interpretato avvolto ad un contesto religioso, e ciò che Freud fece fu riraccontare la stessa saggezza in un modo scientifico. Cioè, i suoi risultati erano verificabili e potevano essere ripetuti. Ma è la stessa cosa. Allo stesso modo molte persone non lo capiscono (buddisti e psicologi equamente), è gerarchico. Devi svolgere uno per rendere l’altro utile. In poche parole, unapersona che sta soffrendo di qualche neurosi ( fobia, disordine bipolare, etc) può solo ricevere risultati da una parte della medaglia, da un maestro buddista. Vorrei dire, immagina le difficoltà nel meditare se sei in uno stato di panico, se sei clinicamente depresso! Allo stesso modo, gli psicoanalisti, da soli, possono solo aiutarti a raggiungere un certo livello di pace, mentre il buddismo, in teoria, può eliminare tutte le forme di sofferenza. Lo stesso Freud lo ammise quando disse che mentre la psicoanalisi era debita a trattare forme estreme di sofferenza, che era solo capace di aiutare a raggiungere un livello normale di sofferenza.
Al livello della personalità, i metodi di Freud sono squisitamente effettivi! Ma il buddismo ha l’idea addizionale dell’altruismo. Finché vedi te stesso separato dal mondo in cui vivi, ci sarà inevitabilmente conflitto con coloro attorno a te e col tuo ambiente. Quindi per raggiungere questo tipo di pace interna, devi lavorare su questa nozione. Per favore non fraintendere, ciò non significa che il buddismo è meglio della psicologia. Sono semplicemente diversi. È come se mi dicessi che vuoi scrivere poesia, ma che non vuoi studiare l’ABC. Puoi vivere tutta la tua vita senza la lettura e la poesia, ma se vuoi avere una vita migliore, più soddisfacente, allora puoi provarci. Ma dovresti imparare prima l’ABC. (E certamente puoi anche vivere senza imparare a leggere, ma posso dirti che non è molto conveniente, o no? Ha ha!) Quindi la psicoanalisi è imparare a leggere- ti porta attraverso la vita ed evita i problemi maggiori e il dolore che una persona analfabeta possa attraversare. E il buddismo sarebbe quella esistenza più alta che può davvero portare a una vita senza alcuna sofferenza. Ma per il miglior effetto hai bisogno di entrambi perché ultimamente attaccano lo stesso problema di sofferenza, solo a diversi processi di crescita. Il buddismo trascende l’ego. Un maestro buddista si immischierà raramente con i dettagli di una situazione, mentre la psicoanalisi scava profondamente in questi stessi dettagli.
R- E ora ti sei stabilito in Cina? Il New York Times ha scritto un gran pezzo sull’incredibile crescita della psicoanalisi in Cina degli ultimi anni. C’è un enorme domanda.
EC- Sì, e non solo in Cina. 20 o 30 anni fa l’opposizione a Freud era di moda. Anzi, critiche hanno cercato di seppellirlo per un secolo ormai, ma con le ultime scoperte nella neuroscienza, egli ha fatto un ritorno degno di nota. In Argentina, per esempio, oltre il 30% della popolazione ha dichiarato di aver visitato un terapista a qualche punto della loro vita. Per milioni di persone in giro per il mondo, la psicoanalisi si è provata efficace volta dopo volta. Ha salvato, sia letteralmente che figurativamente, infinite vite. Ma un difetto è che richiede tempo. Lo stesso Freud ha affrontato questo problema, quando gli fu chiesto se nel caso in cui si soffra di un trauma psicologico ci si possa aspettare una maggiore velocità del processo di cura.Se un uomo a cui fosse sparato con un uzi ai polmoni, si lamenterebbe che il corpo non abbia curato la ferita completamente nel giro di un paio di settimane,perché dovrebbe un infortunio psicologico essere meno difficile da curare?

Quindi ho incominciato a pensare se ci fosse un metodo per velocizzare tale processo. Era possibile? Fu durante i miei viaggi che l’idea mi venne in mente. Se potessimo velocizzare in qualche modo l’intero orologio psicologico del corpo, non si aiuterebbe la gente a curarsi in un modo più efficiente? Senza tempo sarebbe ovvio, però rimanendo in questo limite, l’orologio interno dei corpi, la sua percezione psicologica del tempo,potrebbe affrettare tutti i processi psicologici. Incominciai a sviluppare una nuova forma di terapia pro-attiva chiamata “Terapia di Viaggio”. L’idea proviene dal semplice fatto che il viaggio è, in così tanti modi, un vivere accelerato. Se quella premessa è permessa, allora, seguendo la logica ogni tipo di trasformazione psicologica che un soggetto sta attraversando, in accordo, si velocizzerà durante il loro viaggio fisico. Con ciò intendo dire (come ogni persona che ha viaggiato può raccontarti) che una persona vive più esperienze durante un’avventura nel fine settimana in qualche posto esotico che una persona stazionata a casa per un anno o seduto in ufficio fissando lo schermo di un computer per più di quaranta ore alla settimana.
L’autore famoso Henry Miller colpì il concetto quando disse “La destinazione di una persona non è mai un posto ma un nuovo modo di vedere le cose”
E il mio autore americano preferito, John Steinbeck, lo interpretò ancor più succintamente quando disse “Le persone non fanno i viaggi, i viaggi fanno le persone.”
Quindi combinando i benefici del viaggio con i benefici tradizionali della psicoanalisi, puoi davvero incominciare ad avvicinarti ad una strategia efficace. Ovviamente ciò non è applicabile per ogni caso, (con i bambini per esempio) ma in molte occasioni può essere esattamente ciò di cui c’era bisogno. Bisogna capire che non è semplicemente viaggiare per il solo gusto di farlo, solo per tornare alla stessa brutta e vecchia vita e a strutture di pensiero negative. È un viaggio spirituale quanto fisico. Il punto chiave che distingue la Terapia di Viaggio è che il viaggio deve sempre aver luogo in collaborazione con uno psicoanalista.
R- Quindi non è solo andar via per un po’ per ripulirsi le testa?
EC- Assolutamente no. La comunicazione intima con il terapista è l’elemento critico. I sogni sono analizzati sulla strada mentre sono ancora freschi. In più, per il trasferimento fisico della cura mentale, c’è spesso una missione che deve essere presa in carico- piantare un albero o comprare un pesce al mercato locale e liberarlo nel lago vicino etc. Certamente questo tipo di cosa sarà molto familiare per chi ha uno sfondo buddista, e infatti uno degli obiettivi principali di questa terapia è di abbattere le barriere tra se stessi e la comunità (che sia la comunità umana locale, o l’ambiente globale con tutte le creature.) Ciò da cui non bisogna distogliere lo sguardo è che il viaggio è immerso profondamente all’interno della struttura freudiana della metodologia psicoanalitica e nessuno dovrebbe preparare i bagagli fino a che il lavoro di base necessario non è fatto. Freud disse che i sogni sono la strada regale per l’inconscio, e in effetti, è sempre sotto il microscopio dell’analisi del sogno sotto cui si presenta la strada al recupero. E il viaggio è in effetti sempre direttamente collegato ai pensieri dormienti dei sogni, e non il suo contenutomaifestato.
R- Forse potresti spiegare quei termini un poco per i lettori?
EC- Bene, vedi, alla fine, quello che stiamo davvero cercando di fare qui è arrivare a patti con le emozioni intrappolate profondamente dentro di noi. Come dico, l’idea principale è che questi atti, sotto supervisione durante il viaggio, facciano da catalizzatore alla cura per l’ammontare di nuove esperienze impacchettate in un lasso di temporelativamente corto. Un beneficio secondario della terapia di viaggio è di aiutare a rafforzare le persone dandogli un senso di autostima e raggiungimento. Il viaggio è un evento che afferma la vita, dove la persona può poi dire ‘sì, l’ho fatto.Ho avuto successo. Ho raggiunto qualcosa’ (oltre l’ovvia scappatoia fisica e temporanea da un ambiente velenoso.) La persona si immerge in un’atmosfera completamente diversa e riceve un cambio di prospettiva fresco, tonificante e anche esilarante. Ciò funziona specificamente bene quando il soggetto si muove attraverso culture, sia da una società più tradizionale e conservativa a una più aperta, o in una direzione esattamente opposta, da una società moderna e progressiva a una più tradizionale.
Quindi per esempio, immagina una donna cinese che sente la pressione della sua famiglia per essere ancora single mentre raggiunge la quota dei 30. Quel tipo di situazione spesso porta alla depressione, un senso di isolamento o ansia. Quanto liberatorio è allora circondarla, per un po’, di una cultura più aperta, una in cui le donne possono dare la priorità alle loro carriere, ritardare la vita familiare, o anche decidere di non sposarsi neanche, con poche conseguenze o nessuna da parte della società. È completamente permesso e accettato là. Non per dire che la donna debba rimanere là in definitiva. Correre via da un problema non è mai la soluzione, e non è ciò che sto supportando qui- ma lei può portare con se, tornando, la forza della sua esperienza. Può portarsi un nuovo senso di pace interna, e un sentimento di comunità con il mondo. Nel buddismo diciamo che non c’è nessun giusto o alcun sbagliato. È un’idea, un concetto, che, appena ci attacchiamo ad essa, porta sofferenza. La Terapia di Viaggio scompone questi tipi di idee fisse perché il viaggiatore presto scopre che non c’è alcun schema da copiare. C’è un’infinita moltitudine di persone con principi diversi di comportamento.
Allo stesso modo, qualcuno di Londra o Los Angeles può essere equamente cambiato dal passare del tempo in India o in Cina, dove le influenze filosofiche dietro il buddismo, induismo etc possono aver affetto profondamente sulla visione di vita del soggetto. Infatti è difficile per una persona dell’ovest immaginarsi l’impatto di una tale immersione.
R- Ma per alcuni non è costoso in modo proibitivo?
EC- Beh, per prima cosa non è necessario viaggiare metà mondo. Questo è lo scenario più effettivo ma anche una fuga nel fine settimana in un nuovo posto può certamente aiutare. Il valore importante è mettere una persona in una nuova circostanza. Quindi per esempio, se sei un poltrone che non esce molto, una gita in mezzo alla natura sarebbe una buona prescrizione. O se hai un lavoro in ufficio da colletto bianco, prenditi una settimana per lavorare in una fattoria, etc.
Secondo, il costo del viaggio è spesso usato come un meccanismo di autodifesa e questo è qualcosa che ho vissuto tramite la mia esperienza personale. Durante i miei dieci anni di viaggi, ho mandato molte lettere ad amici, descrivendo le mie avventure. Quasi tutti loro hanno risposto dicendo qualcosa come “oh, sei un grande! Desidero potessi farlo anche io!” O “ Stai vivendo il mio viaggio da sogno”
Ma la cosa divertente era che qualora li invitassi ad unirsi, fino all’ultimo della lista, loro han replicato con qualche ragione per cui non potessero farlo. Che non avessero i soldi, o che le loro famiglie si preoccupassero, o che non potessero prendere tempo libero da lavoro o dallo studio o qualcosa del genere. Ma invece quelle non erano vere ragioni, erano solo scuse. È sempre molto facile trovare una ragione per non fare qualcosa. Ma la vera ragione era che erano spaventati e, la maggior parte delle volte, ignoranti delle loro stesse paure. È un esempio perfetto dell’inconscio di Freud che causa sofferenza, anche fino al punto di rinunciare a un viaggio da sogno a cui adorerebbero andare per davvero!
Finalmente, riguardo il costo del viaggio. Per prima cosa, uno deve considerare i risparmi sostanziosi che ricevi riducendo il tempo speso in terapia, da molti mesi o anni a solo settimane. E in effetti, i costi del viaggio sono solo quanto decidi di spendere viaggiando. Per esempio, durante i miei viaggi, non sono stato in alcun hotel, e molto spesso ero invitato a casa di altre persone. Perfetti sconosciuti, tra i quali molto poveri, mi accolsero. Ma nel calcolare il costo della Terapia di Viaggio c’è solo una cosa critica da considerare- il costo della sofferenza! Sotto questo punto di vista, se stai davvero soffrendo, diventa assolutamente senza prezzo.

Enrique Crow è uno psicologo buddista, autore, e creatore dell’opera in roccia “the Robot Buddha”. Può
essere contattato alla mail – buddhasbreath@gmail.com
o su wechat cercando – buddhasbreath